GEOGRAFIE OPERAZIONALI. Strategie spaziali e mappe dinamiche dell’urbanizzazione regionale 

è una ricerca finanziata nell’ambito del bando Ricerca di base (RIBA) 2021, del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano.

Come stanno cambiando i territori di produzione, scambio e supporto alle grandi concentrazioni e dispersioni dell’urbanizzazione regionale a seguito delle recenti crisi globali? Come tracciarne le geografie, le strategie spaziali, gli attori e i poteri emergenti in un quadro di accelerata programmazione e di crescente complessità? Come possiamo accontentarci di una interpretazione che ci racconta che le città, le regioni, sono perdenti o di successo, metropolitane o remote se questa lettura si ferma alla contiguità “piatta” dei confini amministrativi? È da queste domande che muove la proposta di ricerca, in un più vasto panorama di riflessione critica che assume la questione urbana come questione di reti (Scott, 2001; Taylor, 2004), poteri e scale (Hall, Pain, 2006; Brenner, 2019).

Area industriale tra Calcio e Cividate al Piano, Bergamo. Elaborazione da Google Maps 2022

In un contesto di planetarizzazione e regionalizzazione dell’urbano (Soja, 2000; Lefebvre, 2014; Brenner, 2014), la ricerca avvia un’esplorazione su alcuni territori e topoi (piattaforme produttive manifatturiere, piattaforme logistiche, impianti di combustione e produzione di energia) di “paesaggi operazionali” (Harvard University, GSD, 2015; Brenner, Katsikis, 2020) del Nord Italia. Si tratta di paesaggi produttivi non tipicamente “urbani” e nemmeno periferici, specializzati, densi di infrastrutture e intensivi dal punto di vista industriale, con estesi legami materiali, operativi e informativi, con un preciso carattere “di servizio” al sostentamento dell’urbano le cui declinazioni sono tutte da comprendere nel nostro paese. In relazione alle catene globali del valore, le dinamiche della manifattura, la logistica, il ciclo dell’energia ci restituiscono infatti profili di complessità dei flussi e delle spazialità di fenomeni e politiche che studi e piani confinati alla scala municipale, provinciale e regionale, da un lato, e “dematerializzati” alla scala nazionale ed europea, dall’altro, non possono spiegare. Inoltre, le recenti e ravvicinate crisi globali (e geopolitiche) influiscono sulle dinamiche in corso rispetto ad una già complessa stratigrafia di reti/coalizioni/assemblaggi di attori, poteri e strategie, che scrivono e riscrivono l’urbanizzazione del territorio a molteplici scale. Non è solo la dimensione dell’urbano a cambiare e a farci cambiare prospettiva (Perulli, 2021), ma è soprattutto la granularità spaziale e la transcalarità di processi sociotecnici a smontare le dicotomie locale-globale e urbano-extraurbano e molte delle metodologie di analisi e intervento.

Attraverso un approccio interdisciplinare, che tiene insieme il piano delle politiche, dei piani e delle strategie spaziali con quello delle trasformazioni dell’urbanizzazione regionale, della statistica e della sua rappresentabilità, la ricerca propone un aggiornamento di restituzioni grafiche, ma anche di letture geografiche critiche in un contesto di profondo cambiamento socio-economico (la crisi economicofinanziaria, 2007-2012; l’emergenza sanitaria determinata dal virus SARS-CoV-2) e politico (il
New Green Deal, 2019; il New European Bauhaus, 2020; la New Leipzig Charter e il Piano per la Ripresa dell’Europa – Commissione Europea, 2019, 2020a, 2020b; 2020c; il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Governo Italiano, 2021).

Porto di Genova Pra’ – Porti di Genova. Elaborazione da Google Maps 2022 

Nonostante la crisi sanitaria, l’Italia ha mantenuto il secondo posto nella graduatoria della manifattura europea. Un risultato non scontato che nel tempo è diventato presidio di reputazione internazionale e rispetto al quale la composita urbanizzazione regionale del Nord Italia rappresenta uno studio di caso da “rivisitare”. Se da un lato le regioni settentrionali del Paese sono esposte al rischio di diventare una periferia a minore valore aggiunto dei sistemi produttivi nordeuropei, dall’altro sono nelle condizioni di cogliere tutte le opportunità del nuovo quadro dell’industria europea e i programmi di recovery (Censis, 2020). Seppure il Nord si presenti come macro-regione territoriale dinamica ed attrattiva, analizzando l’indice EU-SPI (indice di progresso sociale costituito a livello europeo), se ne colgono anche alcuni punti di fortissima debolezza, su cui è necessario agire, in particolare per quanto riguarda la qualità dell’ambiente (Commissione Europea, 2020d).

Cava di calcare a Rezzato, Brescia. Elaborazione da Google Maps 2022

A partire da queste considerazioni, la ricerca ha tre obiettivi:

1) sviluppare un repertorio aperto di mappe processuali e dinamiche dei paesaggi operazionali  “costruiti”, su scala macro-regionale (con riferimento a settori, dimensioni, morfologie, connessioni con reti e flussi globali, europei e nazionali) e su scala urbana (correlata a specifiche dinamiche di trasformazione e politiche spaziali), attraverso l’individuazione di alcuni focus tematici territoriali;

2) sperimentare un doppio registro di lettura critico-visuale tra politiche e progetto attraverso tentativi di spazializzazione delle agende territoriali esplicite di poteri e attori istituzionali, ma anche implicite di poteri e attori economici coinvolti, e degli impatti delle scelte rispetto al tema della transizione ecologica (delle attività produttive e dell’ambiente costruito), riconoscendo e verificando le narrazioni spaziali e le retoriche di tali risposte;

3) rileggere e aggiornare la riflessione critica e il dibattito interdisciplinare sulle geografie dei paesaggi operazionali più recenti attraverso tentativi di figurazione territoriale (insularità estese, tessuti notevoli, corridoi compositi, luoghi cospicui); In questa traiettoria, la ricerca considera il Nord Italia, non come un recipiente territoriale, ma come punto di partenza e campo dinamico e aperto di osservazione “al plurale”, che vede in esercizio – e in tensione – una articolazione complessa di paesaggi operazionali fatti di nodi- piattaforme-corridoi, più o meno connessi. Un territorio che esprime il cambiamento socio-economico e spaziale in atto, ma anche diverse forme di crisi e di
spoliazione e la domanda crescente di “spazializzazione” delle visioni politiche a scale
differenti.